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Magistratura (storia romana)
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La mwbamagistratura (dal mwbqlatino mwbgmagister = maestro) nell'mwbwantica Roma indicava il complesso di organi istituzionali sottoposti alla titolarità di funzionari pubblici, volti principalmente all'amministrazione della giustizia. Nell'antica Roma l'ordine sequenziale delle cariche pubbliche fu detto, in epoca repubblicana, mwcamwcqcursus honorum.
Durante il mwcwperiodo regio, il mwdamwdqRex (Re) era il principale detentore del potere esecutivo.cite-ref-abbott-8-1-0[1] Il suo potere, in pratica, era assoluto. Egli era il capo dei sacerdoti romani (mwegmwewpontifex maximus), il legislatore, il giudice, ed il comandante assoluto dell'mwfaesercito romano.cite-ref-abbott-8-1-1[1]cite-ref-abbott-15-2-0[2] Quando il Re moriva, il suo potere tornava al mwhqSenato, il quale sceglieva un mwhgmwhwInterrex per facilitare l'elezione del nuovo sovrano. Durante il passaggio dalla monarchia alla mwiaRepubblica, l'equilibrio costituzionale del potere venne spostato dal potere esecutivo del Re a quello del Senato.
Dopo la cacciata dei re, con l'avvento della Repubblica (mwig509 a.C.), il potere detenuto dal re fu trasferito a mwiwdue consoli, che erano eletti annualmente. I magistrati romani erano ora eletti dallo stesso Popolo di mwjaRoma, ed erano titolari di un grado di potere, chiamato "maggior potere" (mwjqmaior potestas).cite-ref-abbott-151-3-0[3] Il mwkgdittatore aveva "maggior potere" rispetto agli altri magistrati, dopo di lui c'era il mwkwcensore, poi il mwlaconsole (mwlqconsul), il mwlgpretore (mwlwmwmapraetor), l'mwmqedile ed il mwmgquestore (mwmwmwnaquaestor). Ogni magistrato poteva poi opporre il suo "mwnqveto" ad un'azione che fosse stata presa da un altro magistrato di pari grado o inferiore.cite-ref-abbott-154-4-0[4] Per definizione il mwogtribuno della plebe e gli edili mwowplebei non erano tecnicamente dei magistraticite-ref-abbott-196-5-0[5] fino a quando furono eletti dai plebei,cite-ref-abbott-151-3-1[3] e come tali, erano indipendenti da tutti gli altri magistrati.
Durante il periodo di transizione dalla Repubblica all'mwrqImpero, l'equilibrio costituzionale del potere viene spostato dal Senato al potere esecutivo (l'mwrgimperatore romano). Teoricamente, il Senato eleggeva ogni nuovo imperatore, in pratica ogni imperatore sceglieva il suo successore, anche se la scelta fu spesso annullata da parte dell'mwrwesercito, della mwsaguardia pretoriana o con lo scoppio di una mwsqguerra civile. Il potere dell'imperatore (il suo mwsgmwswimperium) esisteva in teoria, grazie al suo stato giuridico. Le due più importanti componenti del suo mwtaimperium erano la mwtqmwtgtribunicia potestas e i poteri mwtwproconsolari.cite-ref-abbott-342-6-0[6] In teoria, almeno i poteri tribunizi (che erano simili a quelli dei mwvatribuni della plebe del periodo repubblicano) diedero all'imperatore l'autorità sul governo civile di Roma, il potere proconsolare (simile a quello dei governatori militari o dei mwvqproconsoli, sotto la vecchia repubblica) gli diedero l'autorità sopra le mwvgforze armate; mentre questa distinzione risultò sufficientemente evidente durante il mwvwperiodo alto imperiale, alla fine venne perduta ed i poteri dell'imperatore divennero meno costituzionali e più monarchici.cite-ref-abbott-341-7-0[7] I magistrati tradizionali che sopravvissero alla fine della Repubblica furono i consoli, i pretori, i tribuni della plebe, gli edili, i questori ed i mwxatribuni militari.cite-ref-abbott-374-8-0[8] mwyqMarco Antonio abolì la carica di dittatore e mwygmwywmagister equitum durante il suo consolato del mwza44 a.C., mentre le cariche di mwzqmwzginterrex e censore vennero abolite poco dopo.
Contents
• Funzioni
• Note
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In generale romano
Funzioni
L'annualità delle cariche derivò dal timore che la gestione di una carica, protraendosi oltre un anno, potesse indurre chi l'occupava a crearsi, come oggi si direbbe, una situazione di potere, tale da costituire un pericolo per la libertà degli altri cittadini. Le cariche pubbliche erano chiamate comunemente onori (mwbahonores), e la legge non prevedeva compensi per coloro che le ricoprivano. Il cittadino doveva aspirare alla carica in sé e contentarsi del prestigio che gliene sarebbe derivato, senza alcun profitto materiale.
Un magistrato non poteva essere deposto dalla carica prima che scadesse il tempo stabilito per la sua durata e, sebbene potesse essere processato per comportamento illecito, ciò in pratica non accadeva mai. Uscito però di carica, il magistrato tornava ad essere un cittadino qualunque e poteva quindi essere chiamato in tribunale a rendere conto di quanto aveva operato durante la carica.
Tipologia dei magistrati
Vi erano mwdqmagistrati curuli e mwdgnon, ovvero il magistrato poteva sedere o meno sulla mwdwmweasella curulis, poltrona intarsiata di avorio, che ricordava il mweqcurrus o carro reale di cui al mwegtempo della monarchia facevano uso i re. I magistrati non curuli sedevano su un semplice sgabello (mwewsubsellium). Infine le magistrature si distinguevano in straordinarie e ordinarie. Erano magistrati straordinari: il dittatore con il maestro di cavalleria, ordinari tutti gli altri. I consoli, i pretori e i dittatori in quanto occupavano cariche con imperium si facevano precedere da littori portanti fasci di verghe con la scure, quali simboli del potere; i consoli erano preceduti da dodici littori, i pretori da due in Roma e da sei fuori; i dittatori da ventiquattro. I magistrati curuli portavano nei giorni comuni una toga orlata da una striscia di porpora (mwfatoga praetexta) che era indossata anche dai bambini, mentre nei giorni festivi indossavano una toga tutta di porpora; gli altri magistrati non portavano nessun distintivo particolare.
Si distinguevano, fra i magistrati, due categorie: i magistrati mwfgcum imperio, e magistrati mwfwsine imperio. Si tratta di un potere di stampo militare che, come denuncia il suffisso mwga-ium, ha natura dinamica, e che conferisce al suo titolare la facoltà di impartire ordini ai quali i destinatari non possono sottrarsi, con conseguente potere di sottoporre i recalcitranti a pene coercitive di natura fisica (fustigazione, e nei casi più gravi, decapitazione) o patrimoniale (multe). Simboli esteriore di questo potere sono i "fasci littori".
Tra questi furono magistrati mwggsine imperio, vale a dire: i mwgwquestori, gli mwhaedili i mwhqtribuni della plebe, i mwhgmwhwduumviri, i tre mwiamwiqtresviri monetales, i mwigmwiwdecemviri sacris faciundis, i mwjamwjqdecemviri agris dandis adsignandis, i mwjgmwjwdecemviri stlitibus iudicandis, i mwkamwkqtriumviri capitales, i mwkgmwkwcuratores viarum, i mwlamwlqquattuorviri viarum curandarum e i mwlgtriumviri coloniae deducendae. Al contrario erano magistrati mwlwcum imperio, il mwmapretore, i due mwmqconsoli, i mwmgcensori, i mwmwproconsoli, i mwnapropretori, il mwnqdittatore, il mwngmwnwmagister equitum, i mwoamwoqtriumviri rei publicae constituendae causa consulari potestate, i mwogmwowdecemviri legibus scribundis consulari imperio, i mwpamwpqtribuni militum consulari potestate e l'mwpgmwpwinterrex.
Analisi per periodo storico
Magistrati esecutivi in epoca regia (753-509 a.C.)
Rex
I suoi poteri si basavano sulla legge e sulla giurisprudenza precedente. Riceveva questi poteri solo attraverso un processo politico di nomina, detto mwxqcreatio. Secondo quanto racconta mwxgSallustio, il grado legale di autorità (mwxwmwyaimperium) posseduto dal mwyqRex era conosciuto come mwygimperium legitimum (comando legittimo).cite-ref-abbott-15-2-2[2] ciò probabilmente significava che la sola restrizione che poteva avere era di osservare i precedenti usi e costumi (mwzwmw0amos maiorum).cite-ref-abbott-15-2-3[2] Questo significa, per esempio, che poteva consultarsi con il Senato prima di prendere una decisione, anche se ciò non era gli era necessariamente richiesto. In pratica il mw1qRex non aveva reali restrizioni al suo potere. Allo scoppio della guerra, esercitava il potere esclusivo di organizzare e raccogliere le truppe, di selezionare i comandanti dell'esercito e di mw1gcondurre la campagna militare come ritenesse opportuno.cite-ref-abbott-15-2-4[2] Controllava e gestiva tutte le proprietà tenute dallo Stato, aveva il potere esclusivo di distribuire i territori ed il bottino di guerra. Fu il principale rappresentante della città durante i rapporti con gli Dei e con i mw2wleader delle altre comunità/popolazioni limitrofe, potendo emanare una legge per decreto unilaterale.cite-ref-abbott-15-2-5[2] Qualche volta sottoponeva i suoi decreti ad una cerimonia di ratifica del Popolo o del Senato di Roma, anche se un rifiuto non gli impediva l'emanazione del decreto. Il re, talvolta, subiva una qualche restrizione ai suoi poteri: doveva osservare i precedente usi e costumi nel rispetto della tradizione (mw4amw4qmos maiorum).cite-ref-abbott-19-9-0[9]cite-ref-abbott-16-10-0[10]
Il re sceglieva anche i numerosi ufficiali che lo assistevano,cite-ref-abbott-16-10-1[10] ed in modo unilaterale concedeva loro il potere. Quando il re lasciava la città, un mw7wprefetto Urbano veniva posto a capo della città, al posto del re assente.cite-ref-abbott-16-10-2[10] Il re disponeva, inoltre, di due mw9aquestori come suoi assistenti generali, mentre numerosi altri ufficiali lo assistevano nei casi di tradimento. In guerra, il re comandava occasionalmente solo la mw9qfanteria e delegava il comando della mw9gcavalleria al comandante della sua guardia personale, il mw9wtribuno dei mw-amw-qceleres.cite-ref-abbott-16-10-3[10] E se il re poteva unilateralmente dichiarare guerra, di solito preferiva che tali dichiarazioni venissero ratificate dall'mw-gassemblea popolare.cite-ref-abbott-19-9-1[9]cite-ref-abbott-16-10-4[10]
Inoltre, egli di solito preferiva non decidere su questioni che si occupavano di diritto di famiglia, lasciando che di ciò se ne occupasse l'mwaqgassemblea popolare. E mentre il re aveva potere assoluto sui tribunali civili e penali, probabilmente presiedette ad un solo caso nelle sue fasi iniziali (mwaqkin iure), rinviando quindi la causa ad uno dei suoi assistenti (un mwaqoiudex) per l'insediamento.cite-ref-abbott-15-2-6[2] Nei casi penali di maggior importanza, il re poteva riferire al popolo, radunato in assemblea, per il giudizio.cite-ref-abbott-15-2-7[2] Inoltre, il re di solito riceveva l'autorizzazione dalle cariche sacerdotali, prima di introdurre nuove divinità.cite-ref-abbott-15-2-8[2]
Altre cariche
Il periodo tra la morte di un re e la nomina di uno nuovo, era chiamato mwasimwasminterregnum.cite-ref-abbott-12-11-0[11] Durante questo periodo il Senato eleggeva un mwasgsenatore che ricoprisse il ruolo di mwaskmwasointerrex,cite-ref-abbott-14-12-0[12] per facilitare la nomina di un nuovo re. Lmwas8'mwataInterrex era sempre un mwatepatrizio e rimaneva in carica per soli cinque giorni, venendo sostituito da un altro mwatiinterrex dopo tale periodo, e così di seguito fino a quando un nuovo mwatmRex non era nominato. Il significato di mwatqInterrex era letteralmente mwatuRex ad interim. Quest'ultimo, a differenza del re, rimaneva in carica per soli cinque giorni.cite-ref-abbott-14-12-1[12] Lmwato'mwatsInterrex deteneva la stessa autorità giuridica e gli stessi poteri del re (mwatwmwat0imperium). Poteva, per esempio, emanare un decreto, legiferare, comandare l'esercito e presiedere alle assemblee popolari e del Senato.cite-ref-abbott-19-9-2[9]
Una volta che lmwaum'mwauqinterrex trovava un candidato adatto a regnare, presentava la sua candidatura al Senato per l'approvazione iniziale. Se il Senato votava in favore della sua nomina, questa persona doveva presentarsi davanti al Popolo di Roma nei mwauucomizi curiati.cite-ref-abbott-14-12-2[12] Dopo la nomina era eletto dall'assemblea popolare, mentre il Senato ratificava la nomina tramite decreto (mwauomwaussenatus consultum), grazie allmwauw'mwau0auctoritas patrum.cite-ref-abbott-14-12-3[12] Dal momento che ogni candidato era scelto da un membro del senato (mwaviInterrex), lmwavm'mwavqauctoritas patrum funzionava soprattutto come salvaguardia contro un mwavuInterrex dalla testa dura.cite-ref-abbott-15-2-9[2] Quest'ultimo poi dichiarava formalmente la nomina del nuovo re, il quale poco dopo chiedeva gli mwavoauspici (ricerca rituale di presagi degli dei), ed era investito dell'autorità regale (mwavsmwavwimperium) dall'assemblea popolare, attraverso il passaggio conosciuto come la mwav0mwav4lex curiata de imperio.cite-ref-abbott-14-12-4[12] In teoria, il re era eletto dal popolo, ma in pratica era il Senato che aveva il potere per la sua nomina.cite-ref-abbott-14-12-5[12] L'assemblea popolare non poteva, infine, selezionare un candidato come mwawcRex. E se potevano votargli contro, era improbabile che potessero averne uno loro.
Il mwawkRex sceglieva i numerosi magistrati che lo assistevano,cite-ref-abbott-16-10-5[10] unilateralmente, e concedeva loro i poteri. Quando il re lasciava la città, il suo posto era occupato da un prefetto urbano (mwaw4mwaw8praefectus urbi), fino al suo ritorno.cite-ref-abbott-16-10-6[10] Il re disponeva, inoltre, di due mwaxqquestori (mwaxuquaestores parricidii) come assistenti generali, mentre altri e numerosi magistrati lo assistevano nei casi di tradimento (mwaxymwaxcduumviri perduellionis). In guerra, il mwaxgRex, che occasionalmente comandava solo la fanteria, delegava il comando della mwaxkcavalleria al comandante della sua guardia personale, il mwaxomwaxstribunus celerum.cite-ref-abbott-16-10-7[10] Nella prima repubblica, questa formula venne ricreata nella versione del mwayadittatore (mwayemagister peditum, "comandante della fanteria") e del suo subordinato, il mwayimwaymmagister equitum ("comandante della cavalleria").
Magistrati esecutivi in epoca repubblicana (509-31 a.C.)
Grado
I magistrati erano eletti dal popolo di Roma, che consisteva in mwapyplebei (gente comune) e mwapcpatrizi (aristocratici). Ogni magistrato era investito di un certo grado di potere, denominato mwapgmaior potestas (maggior potere), a seconda del ruolo che ricopriva.cite-ref-abbott-151-3-2[3] Il mwap0dittatore si trovava nella fascia più elevata della gerarchia delle magistrature repubblicane ed aveva un "maggior potere"; ma era originariamente destinato ad essere solo una carica temporanea per i momenti di emergenza dello stato. Dopo il dittatore vi era il mwap4censore (il quale, sebbene fosse il più alto in grado magistrato ordinario, in virtù del suo prestigio, aveva poco potere reale), poi il mwap8console (mwaqaconsul), il mwaqepretore (mwaqimwaqmpraetor), l'mwaqqedile ed il mwaququestore (mwaqymwaqcquaestor). Ogni magistrato poteva poi opporre il suo "mwaqgveto" ad un'azione che fosse stata presa da un altro magistrato di pari grado o inferiore.cite-ref-abbott-154-4-1[4] Nel caso in cui questo "veto" si verificava tra due magistrati di pari rango, come ad esempio tra due pretori, ciò si chiamava mwaq0potestas par (ovvero negazione dei poteri).cite-ref-abbott-154-4-2[4] Per evitare che si verificasse una condizione del genere, i magistrati usavano il principio dell'alternanza, assegnando le responsabilità a sorte o per anzianità, o dando a certi magistrati il controllo su determinate funzioni.cite-ref-abbott-155-33-0[33] Se questa forma di "veto" succedeva contro un magistrato di rango inferiore, questa azione era chiamata mwarymwarcintercessio,cite-ref-abbott-154-4-3[4] dove il magistrato letteralmente interponeva il suo rango più elevato per ostacolare il magistrato più basso grado. E benché i mwarwtribuni della plebe (così come gli edili plebei), non fossero tecnicamente dei magistrati,cite-ref-abbott-196-5-1[5] essi erano eletti solo tra i mwaseplebei.cite-ref-abbott-151-3-3[3] Così come nessun magistrato ordinario poteva porre alcun "veto" contro le loro azioni, potendo invocare la loro mwasysacrosanctitas della loro persona.cite-ref-holland-27-34-0[34] Se infatti uno non rispettava le loro decisioni, in qualità di tribuni della plebe, questi potevano interporre la loro mwaswsacrosanctitas della sua personacite-ref-polybius-136-35-0[35] (mwatemwatiintercessio tribunicia) per porre fine ad una particolare azione. Ogni resistenza contro un tribuno era allora considerata come somma offesa alla mwatmmwatqres publica.
Potere
Solo i mwatccittadini romani (sia plebei, sia patrizi) avevano il diritto di dare ai singoli magistrati i loro poteri (mwatgmwatkpotestas).cite-ref-lintott-95-36-0[36] Il più importante di questi poteri costituzionali era lmwat4'mwat8mwauaimperium, che era detenuto solo dai consoli (magistrati in capo) e dai pretori (secondi in grado tra i magistrati ordinari, dopo i consoli), i cosiddetti mwauemwauiMagistrati maiores.
Definito in senso stretto, lmwauq'mwauuimperium dato ad un magistrato, rappresentava il potere di comandare una forza militare. Definito più in generale, rappresentava l'autorità costituzionale di impartire ordini, sia in ambito militare, sia diplomatico, civile, o di altro tipo. Questo potere era al massimo grado quando il magistrato si trovava fuori dalle mura cittadine di mwauyRoma. Quando invece si trovava nell'Urbe (mwaucmwaugpomerium), il magistrato doveva cedere il suo mwaukimperium, affinché la libertà (mwauolibertas) potesse essere massimizzata.cite-ref-byrd-20-37-0[37] I magistrati con mwau8imperium sedevano sulla mwavasedia curule, erano assistiti da mwavelittori (guardie del corpo) che portavano anche i mwavimwavmfasces che simboleggiavano il potere per punire o eseguire gli ordini.cite-ref-byrd-21-38-0[38] Solo un magistrato con mwavgimperium poteva indossare una toga bordata (mwavkmwavoToga praetexta) ed ottenere il mwavstrionfo.cite-ref-lintott-96-39-0[39]
Tutti i magistrati avevano il potere di mwawecoercizione (mwawicoercitio), che era utilizzata per mantenere l'mwawmordine pubblico.cite-ref-lintott-97-40-0[40] Un magistrato aveva molti modi con cui esercitare il proprio potere. Esempi sono di ordinare la fustigazione, il carcere, le multe, la riduzione in schiavitù, l'esilio, qualche volta anche la dell'abitazione di una persona o anche di fare promesse e giuramenti.cite-ref-lintott-99-41-0[41] A Roma, tutti i cittadini avevano una protezione assoluta contro la mwawwcoercitio, che veniva chiamata mwaw0mwaw4provocatio, che permetteva a ciascun cittadino di fare appello contro qualsiasi punizione. Il potere, invece, di mwaw8coercitio al di fuori della città di Roma era assoluto. I magistrati avevano anche il potere ed il dovere di scoprire i presagi dagli dei (mwaxamwaxeauspicia), da utilizzare contro gli avversari politici. Con la pretesa di testimoniare un presagio, un magistrato poteva giustificare la sua decisione di porre fine ad un mwaxipotere legislativo o una riunione del senato, o porre il veto contro un collega. Mentre i magistrati avevano accesso ai documenti oracolari, i mwaxmlibri Sibillini, raramente li consultavano e comunque solo dopo aver individuato qualche presagio.cite-ref-lintott-102-104-42-0[42] A tutti i magistrati più anziani (consoli, pretori, censori e tribuni della plebe) era richiesto di cercare attivamente i presagi diretti ad un destinatario definito (mwaxgauspicia impetrativa); avere presagi diretti a chiunque (mwaxkauspicia oblativa) avevano generalmente un significato incerto.cite-ref-lintott-102-104-42-1[42] I presagi potevano apparire mentre si osservava il cielo, studiando il volo degli uccelli, con lo studio delle viscere degli animali sacrificati. Quando un magistrato riteneva di aver assistito a un presagio, di solito chiedeva ad un sacerdote (mwax4mwax8augur) di interpretare il presagio. Ad un magistrato veniva richiesto di cercare presagi mentre presiedeva una riunione legislativa o del senato, mentre si preparava una guerra.cite-ref-lintott-102-104-42-2[42]
Una delle caratteristiche dei poteri dei magistrati romani era la mwayucollegialità (mwayycollega), il che significava che ogni carica magistrale doveva essere tenuta simultaneamente da almeno due persone. Per esempio i due consoli dovevano servire insieme.cite-ref-lintott-101-43-0[43] Il controllo sul potere del magistrato di mwayscoercitio era la mwaywprovocatio, che era una prima forma di un giusto processo (mway0mway4habeas corpus). Ogni cittadino romano aveva il diritto assoluto di impugnare qualsiasi decisione di un magistrato, davanti ad un tribuno plebeo. In questo caso i cittadini potevano invocare la formula giuridica della mway8provocatio ad populum, che richiedeva al magistrato di attendere che un tribuno intervenisse, e prendesse una decisione.cite-ref-lintott-94-44-0[44] Qualche volta, il caso era portato davanti al collegio dei tribuni, e qualche altra volta davanti al mwazqconcilio della Plebe (assemblea popolare). Dal momento che nessun tribuno poteva mantenere i suoi poteri al di fuori della città di Roma, qui il potere di coercizione era assoluto. Un ulteriore controllo sul potere di un magistrato era quello chiamato di mwazuprovincia, che richiedeva una divisione delle responsabilità.cite-ref-lintott-101-102-45-0[45]
Una volta che la magistratura annuale volgeva al termine, il magistrato doveva attendere dieci anni prima di poter ricoprire nuovamente la stessa carica magistratuale. Dal momento che questo fatto creò problemi ad alcuni magistrati (in particolare a consoli e pretori), questi ultimi vedevano, di tanto in tanto, estesi i loro poteri di comando (mwazsmwazwimperium), attraverso una proroga (mwaz0mwaz4prorogatio), che premetteva loro di mantenere i poteri della carica come mwaz8promagistrati. Il risultato era che tornavano normali cittadini privati, senza più detenere la carica di console o pretore, ma poco dopo, utilizzavano questo potere (mwa0aimperium) come governatori provincialicite-ref-lintott-113-46-0[46]
Magistrati ordinari
• I due mwa0wconsoli della Repubblica erano coloro con il maggior poterecite-ref-byrd-20-37-1[37] erano eletti ogni anno (da gennaio a dicembre) dai mwa1ecomizi centuriaticite-ref-byrd-20-37-2[37] e detenevano il supremo potere sia in materia civile sia militare.cite-ref-47[47] Dopo la loro elezione, ottenevano lmwa1o'mwa1simperium dall'assemblea. Se un console moriva durante l'anno in carica, un altro console (mwa1wmwa10consul suffectus), veniva eletto per completare la durata del mandato.cite-ref-byrd-21-38-1[38] Durante l'anno, uno dei due consoli era superiore in grado rispetto all'altro, e questa graduatoria tra i due Consoli veniva capovolta ogni mese.cite-ref-byrd-21-38-2[38]cite-ref-lintott-100-48-0[48] Una volta terminato il mandato, deteneva il titolo onorifico di "consulare" in senato, ma doveva attendere dieci anni prima di poter essere rieletto nuovamente al consolato.cite-ref-byrd-110-49-0[49] I consoli avevano il potere supremo sia in materia civile sia in quella militare, e ciò era dovuto in parte al fatto che erano i magistrati ordinari più alti in grado e quindi con maggior mwa24Imperium (potere di comando). A Roma, il console era a capo del governo romano e, poiché rappresentava la massima autorità di governo, anche di tutta una serie di funzionari e magistrati della pubblica amministrazione, a cui erano delegate varie funzioni. I consoli presiedevano le sedute del mwa28Senato romano e le mwa3aassemblee cittadine, avendo la responsabilità ultima di far rispettare le politiche e le leggi adottate da entrambe le istituzioni.cite-ref-byrd-179-50-0[50] Il console era anche il capo della diplomazia romana, potendo effettuare affari con le popolazioni straniere e facilitando le interazioni tra gli ambasciatori stranieri e il Senato. A fronte di un ordine da parte del senato, il console diveniva responsabile per l'adunata delle truppe ed il comando di un'mwa3uarmata.cite-ref-byrd-179-50-1[50] I consoli, disponendo della suprema autorità in campo militare, dovevano essere dotati di risorse finanziarie adeguate da parte del Senato per condurre e mantenere i loro eserciti.cite-ref-lintott-21-51-0[51] Mentre erano all'estero, il console aveva un potere assoluto sui suoi soldati e su ogni mwa34provincia romana.cite-ref-byrd-179-50-2[50]
• I pretori amministravano la legge, comandavano anche le armate provincialicite-ref-byrd-32-52-0[52] ed eventualmente presiedevano i tribunali. Di solito si candidavano con i consoli di fronte all'assemblea dei mwa4gcomizi centuriati. Dopo essere stati eletti, gli veniva conferito lmwa4k'mwa4oimperium dall'assemblea. In assenza di entrambi i consoli dalla città, mwa4ssenior e mwa4wjunior, il pretore urbano governava Roma, e presiedeva l'assemblea del Senato e le altre mwa40assemblee romane.cite-ref-byrd-32-52-1[52] Altri pretori avevano responsabilità all'estero, e spesso agivano come mwa5igovernatori di provincia.cite-ref-lintott-107-109-53-0[53] Fino a quando i pretori tenevano lmwa5c'mwa5gimperium, essi potevano comandare un esercito.cite-ref-lintott-109-54-0[54]
• Un altro magistrato era il mwa54censore, che era preposto al mwa58censimento ogni cinque anni, durante il quale poteva nominare nuovi senatori o anche eliminarne di vecchi.cite-ref-byrd-26-55-0[55]cite-ref-lintott-119-56-0[56] Ne venivano eletti due per una durata di diciotto mesi. E poiché la censura era la carica più prestigiosa tra tutte quelle ordinarie, normalmente solo gli ex-consoli potevano ricoprire questo incarico.cite-ref-lintott-116-57-0[57] I censori erano eletti dai mwa6wcomizi centuriati, dopo che i consoli ed i pretori dell'anno avevano iniziato il loro mandato. Dopo che i censori erano stati eletti, i comizi centuriati gli concedevano il potere censorio.cite-ref-lintott-120-58-0[58] Non avevano lmwa7e'mwa7iimperium e neppure erano accompagnati dai littori. In aggiunta non avevano il potere di convocare il Senato o le assemblee romane. Tecnicamente essi si trovavano al di sopra di una classifica tra i magistrati ordinari (compresi consoli e pretori). Questa classifica, tuttavia, fu il risultato solo del loro prestigio, piuttosto che un sul reale potere che avevano. Dal momento che si poteva abusare facilmente di questa carica (a causa del suo potere su ogni cittadino), venivano eletti solo gli ex consoli (normalmente patrizi). Questo fu il motivo per cui la carica ebbe un particolare prestigio. Le loro azioni non potevano essere bloccate con il veto, a parte quello dei tribuni della plebe o di un collega censore.cite-ref-lintott-116-57-1[57] Nessun magistrato ordinario poteva, infatti, porre il proprio mwa7cveto contro un censore, poiché nessun magistrato ordinario gli era tecnicamente superiore per grado. I tribuni, in virtù della loro mwa7gsacrosanctitas, come rappresentanti del popolo, potevano invece porre il proprio veto contro qualunque atto o chiunque, compresi i censori, i quali, di solito, potevano agire disgiuntamente; nel caso in cui un censore volesse ridurre lo mwa7kstatus di cittadino nel corso del censimento, doveva chiedere conferma anche al suo collega, non potendo in questo caso agire da solo.cite-ref-lintott-100-48-1[48] Un censore poteva anche multare un cittadino, o anche vendere le sue proprietà,cite-ref-byrd-26-55-1[55] come punizione per aver eluso un censimento o per aver compiuto una registrazione falsa. Altre azioni che potevano comportare una pena censoria erano le mwa8icoltivazioni agricole abbandonate, l'essersi sottratto al servizio militare, la violazione dei doveri civili, gli atti di corruzione o ingenti debiti. Un censore poteva assegnare un cittadino ad un'altra mwa8mtribù, o mettere una mwa8q nota di demerito a fianco del nome del cittadino nel registro del censimento. Più tardi, una legge (mwa8umwa8yleges Clodiae) permise ai semplici cittadini di fare ricorso contro la mwa8cnota censoria.cite-ref-lintott-118-120-59-0[59] Una volta che il censimento veniva completato, veniva predisposta da uno dei censori una cerimonia di purificazione (mwa8wmwa80lustrum), che produceva tipiche preghiere per i cinque anni successivi. Si trattava di una cerimonia religiosa che certificava la fine del censimento, e che avveniva davanti ai mwa84comizi centuriati.cite-ref-lintott-119-56-1[56] Ancora i censori avevano numerosi doveri, compresa la gestione degli appalti pubblici e il pagamento di coloro che svolgevano questi lavori per la mwa9mres publica. Qualsiasi atto generato dal censore che richiedesse una spesa di denaro pubblico (mwa9qmwa9uaerarium) doveva ottenere l'approvazione da parte del Senato.cite-ref-byrd-179-50-3[50]
• Gli edili erano magistrati eletti per condurre gli affari interni di mwa9sRoma, e spesso collaboravano con le più alte cariche magistratuali.cite-ref-byrd-31-60-0[60] Questa carica non rientrava nel cosiddetto mwa-amwa-ecursus honorum, e perciò non segnava l'inizio di una carriera politica. Ogni anno, due mwa-iedili curuli (formati dal mwa-m367/mwa-q366 a.C.) e due mwa-uedili plebei (dal mwa-y471 a.C.) erano eletti. I mwa-cmwa-gcomitia tributa, sotto la presidenza di un magistrato di grado più elevato (un console o un pretore), eleggevano i due mwa-kedili curuli, i quali disponevano entrambi di una mwa-osedia curule, ma non dei mwa-slittori e neppure del potere di mwa-wcoercitio.cite-ref-lintott-130-61-0[61] Il mwa-emwa-iConcilium plebis, invece, sotto la presidenza di un mwa-mtribuno della plebe, eleggeva i due mwa-qedili plebei. Tutti gli edili avevano ampi poteri sugli affari giornalieri interni alla città di Roma, compreso l'mwa-uapprovvigionamento della città di Roma,cite-ref-glayvoisinlebohec67-23-3[23] e sul mantenimento dell'ordine pubblico.cite-ref-byrd-31-60-1[60] Avevano potere sui mercati cittadini, sui giochi pubblici e gli eventi,cite-ref-byrd-31-60-2[60] nel riparare e preservare i templi, fognature, acquedotti, mantenere i registri pubblici ed emettere pubblici editti.cite-ref-lintott-129-130-131-62-0[62] Ogni spesa pubblica fatta da un mwbayedile curule o da un mwbacedile plebeo, doveva però essere autorizzata dal Senato.
• La carica di mwbakquestore era considerata il più basso grado di tutte le maggiori cariche politiche romane. I questori erano eletti dai mwbaomwbasComitia tributa,cite-ref-byrd-31-60-3[60] normalmente prestavano assistenza sia ai consoli a Roma e chiamati perciò mwbbaurbani, occupandosi dell'amministrazione del tesoro pubblico (lmwbbe'mwbbiaerarium Saturni), vale a dire delle entrate ed uscite finanziarie, spesso parlando pubblicamente dei saldi disponibili nella tesoreria;cite-ref-byrd-32-52-2[52]cite-ref-lintott-133-63-0[63] oltre ai mwbbsgovernatori mwbbwprovinciali, nelle attività finanziarie come loro segretari, come l'allocazione delle risorse o il pagamento delle armate provinciali.cite-ref-byrd-31-60-4[60]cite-ref-lintott-136-64-0[64] I questori potevano emettere mwbcudenaro pubblico per particolari necessità, solo se erano stati precedentemente autorizzati a farlo da parte del Senato.cite-ref-byrd-179-50-4[50] Erano, quindi, assistiti da numerosi mwbcomwbcsscriba, che collaboravano nel gestire la contabilità del tesoro centrale o provinciale.cite-ref-lintott-133-63-1[63] Il tesoro costituiva un enorme deposito sia per i documenti sia per le riserve monetarie. Non a caso i testi delle mwbdaleggi emanate o anche i decreti del Senato romano (mwbdemwbdisenatus consultum), erano depositati nel tesoro sotto la custodia dei questori.
Magistrati plebei
Poiché sia i mwbdwtribuni della plebe sia gli mwbd0edili plebei erano eletti dal mwbd4mwbd8Concilium plebis, piuttosto che dall'intero popolo di Roma (che comprendeva anche i mwbeapatrizi), non erano considerati dei veri e propri mwbeemagistrati e non disponevano della mwbeimaior potestas. Il termine "magistrato plebeo" (mwbemMagistratus plebeii) risulterebbe, pertanto, un uso improprio del termine.cite-ref-abbott-152-65-0[65] Erano considerati come rappresentanti del popolo, in modo che potessero esercitare un controllo popolare sugli atti del Senato (attraverso il loro potere di mwbegveto), salvaguardando la libertà civile di tutti i mwbekcittadini romani. Gli edili plebei rappresentavano in qualche modo gli assistenti dei tribuni, svolgendo spesso compiti similiari degli edili curuli (vedi sopra). Nel tempo, tuttavia, le differenze tra le edili plebei e curuli scomparvero.
Dal momento che i tribuni erano considerati l'incarnazione del ceto medio-basso (i plebei), erano per definizione mwbessacrosancti.cite-ref-byrd-23-66-0[66] La loro mwbfasacrosanctitas era rafforzata da un impegno, preso con i plebei, di uccidere chiunque avesse danneggiato o interferito con una tribuno durante il suo mandato. Tutti i poteri dei tribuni derivavano dalla loro mwbfesacrosanctitas. Un'ovvia conseguenza di ciò fu che si considerava un'mwbfioffesa capitale era di danneggiare un tribuno, l'ignorare il suo veto, o l'interferire con lui.cite-ref-byrd-23-66-1[66] La mwbfcsacrosanctitas di un tribuno (e quindi anche tutti i suoi poteri giuridici) avevano effetto solo nella città di Roma. Se il tribuno era fuori dalle mura cittadine, i plebei in Roma non potevano far valere il loro giuramento di uccidere qualsiasi persona avesse danneggiato o interferito con il tribuno. Se un magistrato, un'assemblea o il Senato, non rispettavano le disposizioni di tribuno, quest'ultimo poteva interporre la mwbfgsacrosanctitas della sua persona (mwbfkintercessio) per fermare quella particolare azione. Qualsiasi resistenza contro il tribuno equivaleva a una violazione della sua figura sacra, e comportava la mwbfopena di morte.cite-ref-byrd-23-66-2[66] La loro mancanza di poteri magistratuali li rendeva indipendenti da tutti gli altri magistrati, tanto che nessun altro magistrato poteva porre il proprio veto contro un tribuno.cite-ref-byrd-179-50-5[50] In un paio di rare occasioni (ad esempio durante il tribunato di mwbgmTiberio Gracco), un tribuno poté utilizzare una forma di veto estremamente ampio su tutte le funzioni governative.cite-ref-lintott-125-67-0[67] E mentre un tribuno poteva porre il proprio veto contro ogni atto di Senato, assemblee o magistrati, poteva solo porre il veto alla legge, non alle misure procedurali vere e proprie. Per questi motivi, doveva essere fisicamente presente quando l'atto era presentato. Non appena il tribuno non era più presente, l'atto poteva essere completato, come se non fosse mai stato posto un veto.cite-ref-abbott-198-68-0[68]
I tribuni, i soli rappresentanti del popolo, avevano l'autorità di rinforzare il diritto della mwbg0mwbg4provocatio, che rappresentava una teorica garanzia di un giusto processo, ed un precursore del nostro mwbg8mwbhahabeas corpus. Se un magistrato minacciava di compiere un'azione contro un cittadino, quel cittadino poteva richiedere la formula giuridica della mwbhemwbhiProvocatio ad populum, che significava sottoporre la decisione del magistrato a quella di un tribuno.cite-ref-cicero-235-69-0[69] Un tribuno doveva, quindi, valutare la situazione e dare al magistrato la sua approvazione prima che il magistrato potesse eseguire l'azione. A volte il tribuno portava il caso davanti al collegio dei tribuni o il mwbhcmwbhgConcilium plebis per valutarlo meglio. Qualsiasi azione intrapresa contro una valida mwbhkmwbho''provocatio'' era considerata illegale.cite-ref-cicero-236-70-0[70]
Magistrati straordinari
• In caso di estrema emergenza militare (o per altri motivi), era nominato un mwbikdittatore (mwbiomagister populi) per soli sei mesi.cite-ref-byrd-24-71-0[71]cite-ref-lintott-110-72-0[72] Il potere del dittatore sul governo di Roma era assoluto e non poteva essere controllato da nessuna istituzione o altro magistrato. E se mwbjmCicerone e mwbjqTito Livio ricordano l'utilizzo dei poteri militari durante una dittatura, altri, come mwbjuDionigi di Alicarnasso, ricordano l'utilizzo dei poteri per mantenere l'ordine durante la mwbjysecessione della plebe.cite-ref-lintott-110-72-1[72] Quando vi era l'estrema necessità di nominare un dittatore, il Senato emetteva un decreto (mwbjsmwbjwsenatus consultum), che autorizzava i consoli a nominarne uno, il quale si insediava immediatamente. Spesso il dittatore rimaneva in carica fino a quando non era cessato il pericolo, per poi dimettersi e restituendo i poteri concessigli.cite-ref-byrd-24-71-1[71] I magistrati ordinari (come consoli e pretori) rimanevano in carica, ma perdevano la loro indipendenza poiché diventavano dei subordinati del dittatore. Nel caso in cui avessero disubbidito agli ordini del dittatore, potevano anche essere costretti a dimettersi. E mentre un dittatore poteva ignorare il diritto della mwbkemwbkiProvocatio, questo diritto, così come l'indipendenza dei tribuni della plebe, in teoria continuavano ad esistere anche durante il mandato del dittatore.cite-ref-lintott-111-73-0[73] Il suo potere equivaleva alla somma dei poteri di due consoli insieme, senza alcun controllo sul suo operato da parte di alcun organo di governo. Così, quando vi era questa necessità, è come se per sei mesi Roma tornasse al mwbkcperiodo monarchico, con il dittatore che prendeva il posto dell'antico mwbkgmwbkkRex. Egli era poi accompagnato da ventiquattro mwbkolittori fuori dal mwbksmwbkwpomeriumcite-ref-74[74] e dodici al suo interno (esattamente come in precedenza accadde al re), al contrario un console da soli dodici fuori dal mwblemwblipomerium o sei al suo interno. Il normale governo era sciolto e tutto passava nelle mani del dittatore, il quale aveva potere assoluto sulla mwblmmwblqres publica.cite-ref-cicero-p-237-75-0[75] Egli nominava quindi un mwblkmwbloMagister equitum (comandante della mwblscavalleria) da utilizzare come suo giovane subordinato.cite-ref-76[76]cite-ref-byrd-42-77-0[77] Quando le condizioni di emergenza terminavano, il normale governo costituzionale era restaurato. L'ultimo dittatore ordinario che si ricorda venne nominato nel mwbmq202 a.C. Dopo questa data le emergenze estreme vennero gestite attraverso un decreto senatoriale (mwbmumwbmysenatus consultum ultimum). Ciò sospendeva il normale governo civile e dichiarava la mwbmclegge marziale,cite-ref-abbott-240-78-0[78] investendo i due consoli del potere dittatoriale. Ci sono molti motivi per questo cambiamento. Fino al 202 a.C., i dittatori erano spesso nominati per sedare i disordini della plebe. Nel mwbmw217 a.C., passò una legge che diede alle assemblee popolari il diritto di nominare i dittatori. Ciò, di fatto, eliminò il monopolio dell'aristocrazia (mwbm0mwbm4nobilitas), che vi era stato fino a quel momento. In aggiunta, una serie di leggi venner approvate, dove posero ulteriori controlli al potere del dittatore.cite-ref-abbott-240-78-1[78]
• Ogni dittatore nominava un mwbnqmwbnumagister equitum ("comandante della mwbnycavalleria), che lo servisse come suo luogotenente.cite-ref-byrd-42-77-1[77] Egli deteneva un'autorità costituzionale (mwbnsmwbnwimperium) pari ad un mwbn0pretore, e spesso, quando era nominato un dittatore, il senato specificava che doveva essere nominato anche un mwbn4magister equitum. Egli aveva funzioni similari ad un console, quindi subordinato al dittatore.cite-ref-lintott-112-79-0[79] Quando scadeva il mandato del dittatore, allo stesso modo cessava anche quello del comandante della cavalleria.cite-ref-byrd-42-77-2[77] Spesso il dittatore prendeva il comando della mwbocfanteria (quindi delle mwboglegioni), mentre al mwbokmagister equitum rimaneva quello della cavalleria (disposta alle mwbooali dello schieramento romano).cite-ref-byrd-42-77-3[77] Il dittatore non era quindi eletto dal popolo, ma come abbiamo visto sopra da un console. A sua volta il mwbo8magister equitum era un magistrato nominato direttamente dal dittatore.cite-ref-abbott-151-3-4[3] Tanto che entrambi questi magistrati possono essere definiti come "magistrati straordinari".
Magistrati esecutivi in epoca alto imperiale (31 a.C. - 284 d.C.)
I magistrati esecutivi dell'mwbpcalto Impero romano erano eletti individualmente durante il mwbpgperiodo imperiale.
Imperatore
Esisteva di nuovo il potere dell'mwbqqimperatore, il mwbqumwbqyprinceps (nel significato anche di mwbqcmwbqgPrinceps senatus), in virtù del suo significato giuridico (mwbqkmwbqoimperium). Le due più significative componenti di questo mwbqsimperium erano: la mwbqwmwbq0tribunicia potestas (potere tribunizio) e lmwbq4'mwbq8imperium proconsulare (comando proconsolare).cite-ref-abbott-342-6-1[6] In teoria, i poteri tribunizi (che erano simili a quelli dei mwbrqtribuni della plebe del periodo repubblicano) diedero all'imperatore l'autorità sul governo civile di Roma, il potere proconsolare (simile a quello dei governatori militari o dei mwbruproconsoli, sotto la vecchia repubblica) gli diede l'autorità sopra le mwbryforze armate; mentre questa distinzione risultò sufficientemente evidente durante il mwbrcperiodo alto imperiale, alla fine venne perduta ed i poteri dell'imperatore divennero meno costituzionale e più monarchici.cite-ref-abbott-341-7-1[7]
In virtù del suo potere proconsolare, l'imperatore deteneva il comando militare che in epoca repubblicana era stato attribuito ai magistrati più alti in grado, vale a dire mwbr0consoli e mwbr4proconsoli. Tuttavia, l'imperatore non era soggetto alle restrizioni costituzionali che consoli e proconsoli avevano, come la limitazione temporale del loro mandato. L'imperatore, infatti, aveva un uso prolungato di questi poteri che non aveva precedenti.cite-ref-abbott-344-80-0[80] Allo stesso non era richiesto di osservare la collegialità nel condividere il potere, non avendo un collega, e non subendone così un eventuale mwbsmveto. Eventualmente gli fu attribuito un ulteriore potere che, sotto la Repubblica, spettava a solo al mwbsqSenato o alle mwbsuassemblee popolari, come il potere di dichiarare la guerra, il ratificare i trattati ed il negoziare con i mwbsyleader stranieri.cite-ref-abbott-345-81-0[81] I decreti proconsolari dell'imperatore, diedero allo stesso un'autorità militare al di sopra di tutti i governatori provinciali, ed anche sopra tutte le armate romane. Sotto l'alto Impero, l'Imperatore comandava, infatti, sia le province proconsolari (mwbssnon pacatae), mentre il Senato comandava le province pretorie mwbswpacatae.
Il potere tribunizio gli diede, invece, un potere superiore a tutti i magistrati nell'ambito civile (anche se forse l'aspetto più utile del potere tribunizio era il prestigio associato alla carica),cite-ref-abbott-356-82-0[82] nonché il potere di presiedere e, quindi, dirigere le assemblee popolari ed il Senato.cite-ref-abbott-357-83-0[83] Quando un imperatore ere investito del potere tribunizio, la sua figura e funzione diventavano sacrosanta, tanto che divenne mwbtyreato capitale, oltraggiare o ostacolare l'imperatore, perfino parlar male dell'imperatore.cite-ref-abbott-357-83-1[83] E questo potere durava per la vita, a differenza di quanto accadeva per i mwbtstribuni della plebe repubblicani, che avevano un mandato temporaneo.cite-ref-abbott-357-83-2[83]
L'imperatore aveva anche l'autorità per svolgere una serie di funzioni che, sotto la repubblica, appartenevano alla mwbuecensura, come quella di ordinare la raccolta delle tasse, garantire i pubblici contratti, regolare la moralità pubblica (mwbuimwbumcensura), realizzare un mwbuqcensimento, dare la mwbuucittadinanza romana a chiunque volesse, assegnare individui ad una classe sociale piuttosto che ad un'altra (tra mwbuyordine senatorio, mwbucequestre o mwbugplebei), compresa la gestione, e quindi il controllo, sull'mwbukordine senatorio.cite-ref-abbott-354-84-0[84] L'imperatore aveva anche il potere di interpretare le leggi e creare dei precedenti giurisprudenziali, che egli faceva emettendo mwbu4edicta, mwbu8decreta, o mwbvarescripta.cite-ref-abbott-349-85-0[85] Gli mwbvuEdicta affrontavano questioni solitamente associate con l'mwbvyesercito, il mwbvctesoro o gli mwbvgapprovvigionamenti di cibo; i mwbvkdecreta erano decisioni giuridiche; i mwbvorescripta erano emessi in risposta alle domande importanti chieste da privati cittadini.cite-ref-abbott-349-85-1[85]
Se sotto la repubblica, lmwbwa'mwbwemwbwiaerarium Saturni era posto sotto il controllo del Senato, in epoca imperiale il Senato, pur mantenendone il controllo, questo diminuì nel corso del tempo.cite-ref-abbott-352-86-0[86] L'imperatore mwbwcAugusto stabilì due nuovi tesori, che i futuri imperatori avrebbero controllato, chiamati mwbwgmwbwkfiscus Caesaris e mwbwomwbwsaerarium militare. Il mwbwwfiscus Caesaris rimpiazzò lmwbw0'mwbw4aerarium Saturni e diventarono il principale tesoro di mwbw8Roma.cite-ref-abbott-352-86-1[86] Lmwbxq'mwbxuaerarium militare era di minore importanza, e la sua sola funzione significativa era di ottenere i finanziamenti per distribuire le mwbxypaghe per l'esercito.cite-ref-abbott-353-87-0[87] In aggiunta, l'imperatore controllava le mwbxsistituzioni religiose, tanto che diveniva in automatico, come mwbxwprinceps, mwbx0mwbx4Pontifex Maximus, oltre che membro di ciascuna delle quattro principali classi sacerdotali.cite-ref-abbott-345-81-1[81]
Cursus honorum delle antiche cariche magistratuali
Sotto l'alto Impero, i cittadini erano divisi in tre classi, e i membri di ciascuna classe potevano fare una ben distinta carriera politica, chiamata mwbycmwbygcursus honorum.cite-ref-abbott-374-8-1[8] Le magistrature tradizionali erano disponibili solo per quei cittadini dell'mwby0ordine senatorio. Le magistrature che sopravvissero alla fine della Repubblica erano, in ordine di importanza nel mwby4cursus honorum: il consolato, la pretura, il tribunato plebeo, l'edilità, la questura e il tribunato militare.cite-ref-abbott-374-8-2[8]
Il primo passo di una carriera politica era l'elezione alla mwbzqquestura,cite-ref-abbott-374-8-3[8] ed i candidati dovevano aver compiuto il ventiquattresimo anno di età. L'elezione alla questura, permetteva di entrare ufficialmente in mwbzkSenato. Dopo aver servito come questore, dovevano attendere almeno un anno prima di continuare la loro carriera politica ed aspirare ad una carica più elevata, che era di mwbzotribuno della plebe oppure di mwbzsedile.cite-ref-abbott-375-88-0[88] Dopo aver ricoperto una di questi due uffici, dovevano attendere un altro anno prima di accedere ad una carica più elevata, di mwbaapretore.cite-ref-abbott-375-88-1[88] I mwbaupatrizi potevano accedere direttamente, facendo parte della mwbaymwbacnobilitas, all'elezione di pretore, subito dopo quella di questore,cite-ref-abbott-375-88-2[88] senza dove ricoprire in precedenza la carica di tribuno o edile. Comunque non potevano accedere alla pretura prima dei trent'anni, che fossero patrizi o mwbawplebei. Dopo aver ricoperto la carica di pretore, dovevano attendere due anni prima di poter accedere al mwba0consolato, tanto che la loro candidatura non poteva avvenire prima di aver compiuto i trentatré anni di età.cite-ref-abbott-375-88-3[88] Al termine del loro mandato, i magistrati potevano correre di nuovo per la stessa carica quasi da subito.cite-ref-abbott-375-88-4[88]
Se un individuo non era dell'mwbbcordine senatorio, poteva competere per una di queste cariche magistratuali, se gli era permesso dall'imperatore, o in altro modo, poteva essere nominato ad uno di questi uffici dall'imperatore stesso. Durante il passaggio dalla Repubblica all'Impero, nessuna magistratura perse più potere del consolato, e ciò fu dovuto al fatto che i suoi principali poteri repubblicani vennero trasferiti a quelli dell'Imperatore. Il consolato perse, inoltre, ulteriormente prestigio per il fatto che i consoli dovevano dare le dimissioni prima del termine del mandato; o che venissero nominati dall'imperatore prima del termine (33 anni), indebolendo di fatto la loro indipendenza ed il prestigio. I consoli imperiali potevano ora presiedere il Senato, legiferare come giudici in certe cause penali e avevano il controllo sopra gli spettacoli pubblici, ma l'autorità consolare non si estendeva mai al di là della amministrazione civile in Italia o nelle province senatoriali.cite-ref-abbott-376-89-0[89] mwbbwAugusto proibì che si inviassero magistrati nelle province, dopo che questi avessero deposto il loro incarico; stabilì che fosse assegnata un'indennità fissa ai mwbb0proconsoli per i loro muli e tende, che normalmente erano aggiudicati pubblicamente.cite-ref-svetonioaugusto36-90-0[90]
Anche i pretori persero una buona parte del loro potere, avendo poca autorità al di fuori della città.cite-ref-abbott-377-91-0[91] Il pretore di Roma, il mwbccmwbcgpraetor urbis, venne posto al di sopra di tutti gli altri pretori. Per un breve periodo (sotto mwbckAugusto), alla pretura venne affidato il tesoro (mwbcomwbcsaerarium).cite-ref-svetonioaugusto36-90-1[90]cite-ref-abbott-377-91-1[91] mwbdqGiulio Cesare aveva incrementato il loro numero fino a sedici,cite-ref-abbott-376-89-1[89] ma poi Augusto lo aveva ridotto a dodici. Sotto mwbdkClaudio il numero raggiunse il suo massimo con diciotto.cite-ref-abbott-377-91-2[91] I pretori presiedettero la giuria nei "tribunali permanenti" (mwbd4quaestio perpetua).cite-ref-abbott-377-91-3[91] L'irrilevanza della pretura divenne evidente quando l'imperatore mwbemAdriano emanò un decreto (mwbeqedictum perpetuum),cite-ref-abbott-377-91-4[91] che spogliava i pretori della loro autorità di emettere editti e trasferire la maggior parte delle loro competenze giudiziarie ai Consoli o ai giudici dei tribunali distrettuali.
Sotto l'Impero, i tribuni della plebe mantennero la mwbeosacrosanctitas,cite-ref-abbott-378-92-0[92] e, in teoria almeno, il potere di convocare, o di porre il veto, su senato e assemblee.cite-ref-abbott-378-92-1[92] L'imperatore, che anch'egli deteneva la mwbfmmwbfqtribunicia potestas, era a capo del collegio dei tribuni, e se tecnicamente ciascun tribuno poteva porre il proprio veto contro un collega, nessun tribuno poteva opporsi ad una decisione dell'imperatore. Con quest'ultimo non esisteva alcun veto. Anche il potere del tribuno sulle mwbfuassemblee romane non aveva più significato, poiché le stesse avevano ormai perduto tutti i loro antichi poteri. Il solo potere reale che avevano era quello di porre il proprio veto contro il Senato. I tribuni avevano anche il potere di infliggere ammende, ed i cittadini potevano sempre chiedere loro di impugnare decisioni ingiuste sia in sede penale che civile.cite-ref-abbott-378-92-2[92]
Quando mwbfsAugusto divenne imperatore, venivano eletti normalmente quaranta mwbfwquestori all'anno, ma Ottaviano preferì ridurre il loro numero a venti.cite-ref-abbott-378-92-3[92] Poi divise il collegio dei questori in due parti, assegnando ad una parte il compito di servire nelle province senatoriali, all'altro di gestire l'amministrazione civile a Roma.cite-ref-abbott-379-93-0[93] I questori che vennero assegnati alle province (mwbguquaestores pro praetore) gestivano le finanze provinciali date dal senato o dall'imperatore. I due questori urbani (mwbgyquaestores urbani) avevano autorità sul tesoro in Roma (mwbgcmwbggaerarium Saturni), che fungeva sia da deposito per i fondi statali, sia per i documenti ufficiali. Nel mwbgk56, i questori persero la loro autorità sul tesoro statale, ma mantennero quella sulla custodia dei documenti ufficiali.cite-ref-abbott-379-93-1[93]
Giulio Cesare aveva incrementato il numero di mwbg8edili a sei, e se Augusto lo mantenne invariato, dispose che perdessero il mwbhacontrollo sugli approvvigionamenti del grano, a vantaggio di altri magistrati. Fu solo dopo aver perso il potere di mantenere l'ordine in città, che questi divennero privi di potere e la magistratura scomparve del tutto nel corso del mwbheIII secolo.cite-ref-abbott-378-92-4[92]
Magistrati esecutivi in epoca tardo imperiale (284 - 476 d.C.)
Lo spostamento della sede di governo dell'Impero romano da mwbiaRoma a mwbietutta una serie di altre sedi imperiali, ultima delle quali fu mwbiiCostantinopoli, ridusse il mwbimSenato romano al limitato ruolo di semplice organo cittadino. mwbiqDiocleziano aveva anche interrotto la pratica di ottenere una ratifica formale da parte del Senato dei poteri imperiali del nuovo imperatore. E se la mwbiuriforma tetrarchica portò a privare il Senato di tutti i poteri legislativi, allo stesso tempo le magistrature risultarono sempre più insignificanti.
I magistrati esecutivi erano stati ridotti a poco più di semplici funzionari comunali, già dagli inizi della mwbiccrisi del III secolo, tanto che la riforma dioclezianea non fece altro che attestare uno stato di fatto. I consoli potevano solo presiedere il Senato, il pretore ed i questori potevano gestire solo i giochi pubblici, anche se il pretore conservò una certa autorità giurisdizionale, seppur limitata. Tutti gli altri magistrati scomparvero. I primi due consoli di ciascun anno (mwbigconsules ordinarii) venivano nominati dall'Imperatore e rimanevano in carica fino al 21 aprile (giorno della nascita di Roma), tutti gli altri consoli dello stesso anno (mwbikconsules suffecti) venivano eletti dal Senato. Quest'ultimo eleggeva pretori e questori, ma ogni elezione doveva poi essere ratificata dagli mwbiomwbisAugusti o mwbiwmwbi0Cesari.
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